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2001

Alle 7.30 della domenica i componenti del Moto Club sono già in Viale della Repubblica pieni di sonno e con i piedi gonfi ma pronti a ricominciare.
Qualcuno tira fuori lo scatolone con le coccarde e gli addobbi un altro slega le bandiere e le appoggia al primo albero disponibile, sono gesti che si ripetono da anni. Dalle borse delle moto escono: nastri isolanti, cordini e scotch per fissare le bandiere alle moto, qualcuno se li fa prestare, altri rispondono "si chiama Pietro". Fra i platani secolari che tanti raduni hanno visto si sentono le voci sconosciute di coloro che per la prima volta hanno il piacere di entrare come portabandiera nella sfilata. Come la metto?, mettila come ............. vuoi!, dove la lego?, arrangiati!, dove mi metto?, aspetta che te lo dico!, scusa ma....?, hai rotto.......!. Le voci si sovrappongono, si accavallano in vocio incomprensibile, c'è chi deve dirigere e c'è chi dirige, altri aiutano a dirigere, altri ancora dirigono per conto loro, mentre, non ultimi, ci sono coloro che vorrebbero dirigire, ma non osano.
Per fortuna o forse perchè le cose in fondo vanno a posto da sole, si riesce a mettere in fila, più o meno ordinate, la ventina di moto che apriranno il corteo dei motociclisti, sono le bandiere delle nazioni partecipanti.
Sistemato lo stoccafisso ( poi vi spiego cos'è ) su una delle moto dotata di borse capienti, si parte per accompagnare il Vescovo di Alessandria a Castellazzo Bormida per la S. Messa e la Benedizione.
Incomincia la festa. Le trombe, per chi ce l'ha, ed i clacsons suonano una sinfonia mai scritta, è un'aria suonata ad orecchio conosciuta da tutti gli alessandrini, pro e contro, dal titolo "arrivano i centauri", quell'assordante sinfonia, suonata a più dita, desta una città che fino a qualche istante prima dormiva, qualcuno sapeva e se l'aspettava, altri invece solo allora  ricordano che è il giorno dei centauri. Non lo vedo ma sò che c'è quel nostalgico vecchietto che sospirando mormora tra se e se "eh ai miei tempi ci andavo anch'io!", sono certo che c'è. 
In tanti anni, bene o male ci sono passati tutti, è una tradizione che da decenni coinvolge la città intera dove e, per qualche giorno, si respirano moto, si vedono moto, si sognano moto, e anche coloro che storcono il naso, se non hanno mai partecipato almeno una volta hanno avuto voglia di farlo .
Breve tragitto in città, poi fermi in piazza della Libertà per attendere l'arrivo del Vescovo. Arriva il Vescovo. Si parte per Castellazzo con le forze dell'ordine che aprono il corteo e tutte le autorità al seguito, tante auto blu con i personaggi più importanti della città.
Le vie sono ancora deserte, la gente uscirà più tardi per applaudire, per ora, si vedono solo transenne , centinaia di transenne, silenziose e immobili che testimoniano quanto è sentita e seguita questa manifestazione, che misurano la ressa che qualche ora più tardi invaderà le strade percorse dai centauri.
Siamo a Castellazzo, il Vescovo, le autorità ed i primi Centauri entrano nel Santuario, si tira fuori lo stoccafisso, ( poi vi spiego cos'è ) e chi è stato incaricato corre trafelato verso il Santuario, ogni anno quello corre trafelato, montando lo stoccafisso ( poi vi spiego cos'è ) da esporre in chiesa durante la funzione.
Per coloro che non trovano posto all'interno del Santuario, c'è un attimo di riposo in attesa che finisca la funzione religiosa, i veterani della sfilata raccontano le loro vecchie esperienze, mentre i giovani ascoltano quelle storie che spesso hanno già sentito e risentito fingendo di udirle per le prima volta.
Ora posso dirvi cos'è lo stoccafisso. E' il nostro stendardo componibile che montato su tubi d'acciaio lo rendono rigido come un baccalà, ma più nobile come appunto uno stoccafisso.
Esce il Vescovo, benedice le moto sul piazzale del Santuario e si prepara a tornare in Alessandria per la sfilata.
I motori vengono avviati, in tutto il paese si ode un boato da pelle d'oca.
Al momento di partire manca sempre qualcuno o per meglio dire, manca sempre lo stesso, ma poi arriva. Si parte per Alessandria con le bandiere delle nazioni in testa ed i centauri,  tutti i centauri, si accodano per dare inizio ad un corteo di moto da mozzare il fiato.
All'uscita di Castellazzo migliaia di moto sono assiepate su entrambi i lati della strada, lo spazio è poco ma sufficiente per passare, facce conosciute che si riconoscono, gente che si saluta come se si conoscesse da anni, dita aperte in segno di vittoria, aleggia un'emozione generale che accomuna e affraterna, non si pensa altro che al motociclismo ed ai suoi significati di libertà, facce sconosciute che da oggi non lo sono più, domani potranno dire di essere stati insieme al raduno della Madonnina dei Centauri.
Ci sono tutti, con una, due o tre ruote, ci sono i ferrivecchi e le moto da 50 milioni, c'è chi arranca e chi deve tenere a freno i cavalli, di anni c'è chi ne ha quattro e chi ottanta, si parlano dieci lingue e centinaia di dialetti ma una sola motivazione li rende uguali,  vivere all'aria aperta con il vento addosso e far parte del coro dei centauri. 
Più avanti folla, tanta folla, coloro che non sono in sella ad una moto forse invidiano quelli che sfilano, mentre quelli che sfilano godono della presenza del pubblico, sono in primo piano, vengono filmati e fotografati centinaia di volte, sanno di essere tutti protagonisti, attori consapevoli di contribuire a rendere un simile spettacolo grandioso, unico, entusiasmante.
Così per chilometri fino a giungere a piazza Garibaldi dov'è l'epilogo della sfilata, davanti al palco delle autorità, ci si allinea, si sfila in parata, si rallenta fino quasi a fermarsi per ricevere l'ultimo applauso di una città in festa, di un pubblico entusiasta che merita la soddisfazione di aver partecipato ad un evento straordinario che si ripete ogni anno da oltre cinquant'anni.
Sono le 13 e per quest'anno la sfilata è finita, i diecimila si disperdono in città e più tardi ritorneranno alle loro case, i più fortunati abitano a pochi isolati, altri dovranno percorrere quattromila chilometri ma per tutti vale la regole di chi c'è stato certo ci ritornerà, l'emozione che ha provato oggi in compagnia di tanti amici potrà ritrovarla solo qui, qui al motoraduno della Madonnina dei Centauri.